La Biblioteca Medicea Laurenziana

Voluta da Papa Clemente VII de’ Medici per ospitare la preziosa collezione di manoscritti della famiglia, la Biblioteca Medicea Laurenziana fu progettata da Michelangelo che diresse personalmente i lavori tra il 1523 ed il 1534, anno del suo trasferimento a Roma. La biblioteca venne ultimata nel 1571 da Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, incaricati da Cosimo I de’ Medici di proseguire i lavori secondo i disegni di Michelangelo e fu aperta al pubblico quello stesso anno.
Il vano d’accesso, detto vestibolo, è dominato dalla grande scalinata in pietra serena realizzata dall’Ammannati nel 1559 seguendo il modello di Michelangelo che l’aveva però pensata in legno di noce.

In cima alla scalinata un grande portale introduce al vasto salone di lettura, uno dei pochi ambienti cinquecenteschi al mondo ad essersi conservato pressoché integro: qui tutto è originale, dal soffitto in legno di tiglio intagliato da Giovan Battista del Tasso, sulla base dei disegni michelangioleschi, alle splendide vetrate con gli stemmi medicei progettate da Giorgio Vasari, per finire con il bellissimo pavimento in cotto rosso e bianco disegnato da Niccolò Tribolo, allievo del Buonarroti. Gli stessi banchi lignei, detti plutei, che corrono in due file parallele ai lati della sala, vennero realizzati seguendo i disegni di Michelangelo. Essi avevano la duplice funzione di leggio e di custodia: i codici venivano conservati orizzontalmente nei ripiani inferiori ed erano liberamente consultabili assicurati al banco per mezzo di catene.

Nel nucleo originario dei codici, conservati ancora oggi nella biblioteca, si riflette il colto clima umanistico della corte di Cosimo il Vecchio e di Lorenzo il Magnifico. I preziosi manoscritti di letterati greci e latini testimoniano l’interesse per gli autori classici sorto alla corte medicea grazie all’influsso della filosofia neoplatonica.

Nei primi decenni dell’Ottocento agli ambienti originari fu aggiunta la Tribuna dell’Elci. La rotonda fu progetta da Pasquale Poccianti per ospitare la collezione di manoscritti e libri antichi donata alla biblioteca dal letterato e bibliofilo fiorentino Angelo Maria d’Elci.

La Basilica

Giovanni di Bicci, capostipite della famiglia Medici, affidò la ricostruzione di San Lorenzo a Filippo Brunelleschi che diresse il grande cantiere fino alla sua morte, avvenuta nel 1446. Il progetto fu portato a compimento dal suo biografo ed erede Antonio Manetti nel 1461 e, nonostante alcuni interventi settecenteschi ed...

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Le Cappelle Medicee

Il complesso delle Cappelle Medicee, al quale si accede dalla parte absidale della Basilica di San Lorenzo, comprende il sontuoso Mausoleo dei Principi e la michelangiolesca Sagrestia Nuova concepita come cappella funeraria della famiglia Medici.   La sagrestia nuova Pensata già da Papa Leone X per ospitare degnamente i...

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